L'intelligenza artificiale produce valore quando entra in un processo che l'azienda esegue davvero, non quando resta uno strumento a parte che qualcuno apre ogni tanto. Il punto di partenza non è il modello ma l'attività: quali documenti si leggono a mano, quali richieste si smistano una per una, quale conoscenza è nella testa di due persone. Da lì si decide se e dove l'AI serve.
Progettiamo e costruiamo applicazioni sopra modelli e piattaforme di terzi. Non addestriamo modelli fondazionali, non li ospitiamo e non li rivendiamo: la responsabilità che ci assumiamo è quella del sistema che li mette al lavoro dentro i processi.
Un'applicazione AI ha valore solo se legge e scrive dove i dati vivono già: gestionale, sistemi di produzione, archivi documentali, posta. La parte di integrazione è quasi sempre più grande della parte di modello, ed è quella che decide se la soluzione resta in uso dopo tre mesi.
Understand serve a capire quale attività vale la pena automatizzare e quale no. Design definisce dove l'AI decide e dove decide una persona. Improve è la fase che nell'AI conta di più: senza misurazione degli esiti non si sa se il sistema sta migliorando o degradando.
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Dipende da cosa si vuole fare. Le applicazioni su documenti e conoscenza lavorano su quello che l'azienda ha già prodotto negli anni, quindi il materiale c'è quasi sempre. Le applicazioni predittive hanno bisogno di storico strutturato: se non c'è, la prima cosa da fare non è l'AI ma la raccolta del dato.
È una scelta di architettura che va fatta all'inizio, non alla fine. Le condizioni di trattamento dipendono dalla piattaforma scelta e dal contratto che l'azienda sottoscrive con il fornitore del modello. Fa parte di quello che definiamo in fase di design, insieme a chi ha accesso a cosa.
Nella grande maggioranza dei casi non serve, e sarebbe una spesa senza ritorno. Il valore sta nel sistema attorno al modello: come recupera i dati giusti, come li verifica, dove scrive il risultato, cosa succede quando sbaglia.
Si parte dall'attività, non dalla tecnologia: quante ore assorbe oggi, con quale tasso di errore, quante persone coinvolge. Se il conto non torna prima di scrivere codice, non torna nemmeno dopo.
È la domanda giusta, e va risolta in progettazione. Per ogni automazione si stabilisce cosa il sistema può fare da solo, cosa deve proporre a una persona e cosa non deve toccare. Un'applicazione senza punti di controllo non è più veloce, è solo più difficile da correggere.
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